{"id":30,"date":"2026-06-05T13:10:48","date_gmt":"2026-06-05T11:10:48","guid":{"rendered":"https:\/\/biodiversityreview.com\/it\/2026\/06\/05\/gli-insetti-hanno-conosciuto-il-loro-declino-piu-marcato-a-meta-del-xx-secolo\/"},"modified":"2026-06-05T13:12:03","modified_gmt":"2026-06-05T11:12:03","slug":"gli-insetti-hanno-conosciuto-il-loro-declino-piu-marcato-a-meta-del-xx-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/biodiversityreview.com\/it\/2026\/06\/05\/gli-insetti-hanno-conosciuto-il-loro-declino-piu-marcato-a-meta-del-xx-secolo\/","title":{"rendered":"Gli insetti hanno conosciuto il loro declino pi\u00f9 marcato a met\u00e0 del XX secolo?"},"content":{"rendered":"<h1>Gli insetti hanno conosciuto il loro declino pi\u00f9 marcato a met\u00e0 del XX secolo?<\/h1>\n<p>Un\u2019analisi inedita su nove decenni rivela che le popolazioni di insetti in Svizzera hanno sub\u00ecto trasformazioni profonde, in particolare tra gli anni 1930 e 1980. I coleotteri saproxilici, che dipendono dal legno morto per la loro sopravvivenza, e le farfalle, essenziali per l\u2019impollinazione, hanno visto la loro ricchezza di specie diminuire in modo significativo durante questo periodo. I primi hanno conosciuto un declino marcato gi\u00e0 dagli anni 1930, seguito da una stabilizzazione e poi da un lieve recupero a partire dagli anni 2000. Le farfalle, invece, hanno continuato a diminuire fino agli anni 1980, senza mai recuperare il loro livello iniziale.<\/p>\n<p>Questo declino coincide con un periodo di intensificazione agricola maggiore, in particolare tra gli anni 1950 e 1980. L\u2019arrivo massiccio di macchine agricole ha trasformato i paesaggi, riducendo gli habitat naturali come i prati semi-naturali e le foreste antiche. Questi cambiamenti hanno colpite in modo particolare le specie specializzate, incapaci di adattarsi a ambienti semplificati e impoveriti. I coleotteri saproxilici, ad esempio, hanno sofferto per la scomparsa del legno morto, una risorsa vitale per il loro ciclo vitale. Le farfalle, invece, sono state colpite dalla riduzione delle piante ospiti specifiche, indispensabili per la loro sopravvivenza.<\/p>\n<p>A partire dagli anni 1980, si \u00e8 delineata una tendenza inversa per alcune specie. Il riscaldamento climatico ha favorito gli insetti adattati a temperature pi\u00f9 elevate, mentre le specie adattate al freddo hanno continuato a diminuire. I coleotteri saproxilici hanno beneficiato anche dell\u2019aumento del legno morto disponibile, grazie a tempeste e a una gestione forestale pi\u00f9 rispettosa della biodiversit\u00e0. Questi eventi hanno creato condizioni pi\u00f9 favorevoli, come una migliore esposizione alla luce e una maggiore abbondanza di risorse alimentari.<\/p>\n<p>Le differenze tra le regioni svizzere sono anch\u2019esse marcate. Nelle zone dell\u2019altopiano e delle Alpi settentrionali, dove l\u2019agricoltura \u00e8 pi\u00f9 intensiva, le farfalle hanno sub\u00ecto le perdite pi\u00f9 importanti, con cali che possono raggiungere quasi il 30%. Nelle Alpi centrali e nel Giura, invece, i declini sono stati meno pronunciati, se non addirittura stabilizzati per alcune specie. Queste variazioni si spiegano con livelli diversi di intensificazione agricola e di gestione delle foreste.<\/p>\n<p>Le specie generaliste, in grado di vivere in diversi habitat, hanno resistito meglio delle specialiste, che dipendono da condizioni ambientali molto precise. Tra queste ultime, i coleotteri saproxilici di grandi dimensioni e le piccole farfalle sono state le pi\u00f9 colpite. I primi necessitano di tronchi di grande diametro, diventati rari con la gestione intensiva delle foreste. Le seconde, meno mobili, faticano ad adattarsi a paesaggi frammentati e a cambiamenti rapidi.<\/p>\n<p>Le specie adattate alle temperature calde, invece, hanno conosciuto una ripresa dopo il 1980, approfittando dell\u2019accelerazione del riscaldamento climatico. Al contrario, quelle adattate al freddo hanno continuato a diminuire, in particolare nelle regioni di montagna dove i loro habitat si riducono. Questo fenomeno illustra una riorganizzazione delle comunit\u00e0 di insetti, in cui vincitori e vinti si delineano in base alla loro capacit\u00e0 di adattarsi alle nuove condizioni.<\/p>\n<p>Questo studio mostra che le decisioni di conservazione devono tenere conto dei cambiamenti storici e degli effetti del clima. Ridurre l\u2019impatto delle pratiche agricole e forestali rimane essenziale per preservare la diversit\u00e0 degli insetti. Le misure recenti a favore della biodiversit\u00e0, come una gestione pi\u00f9 naturale delle foreste e i programmi agro-ambientali, hanno gi\u00e0 permesso di stabilizzare alcune popolazioni. Tuttavia, le specie specializzate continuano a soffrire, sottolineando l\u2019importanza di restaurare i loro habitat e di migliorare la connettivit\u00e0 dei paesaggi.<\/p>\n<hr>\n<h2>Cr\u00e9dits et attributions<\/h2>\n<h3>Source principale<\/h3>\n<p><strong>DOI\u00a0:<\/strong> <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41559-026-03074-6\" target=\"_blank\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41559-026-03074-6<\/a><\/p>\n<p><strong>Titre\u00a0:<\/strong> Ninety-year trends reveal sharpest insect declines in the mid-twentieth century<\/p>\n<p><strong>Revue : <\/strong> Nature Ecology &amp; Evolution<\/p>\n<p><strong>\u00c9diteur : <\/strong> Springer Science and Business Media LLC<\/p>\n<p><strong>Auteurs : <\/strong> Felix Neff; Kurt Bollmann; Yannick Chittaro; Martin M. Gossner; Felix Herzog; Fr\u00e4nzi Korner-Nievergelt; Glenn Litsios; Carlos Mart\u00ednez-N\u00fa\u00f1ez; Marco Moretti; Emmanuel Rey; Andreas Sanchez; Eva Knop<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli insetti hanno conosciuto il loro declino pi\u00f9 marcato a met\u00e0 del XX secolo? Un\u2019analisi inedita su nove decenni rivela che le popolazioni di insetti in Svizzera hanno sub\u00ecto trasformazioni profonde, in particolare tra gli anni 1930 e 1980. 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